lunedì 18 giugno 2018

Intervista a Marco Volpe





Salve a tutti, oggi vi presento l’autore Marco Volpe, autore della saga del “Il Kyls’Ahr”. Passo subito la parola a lui. 


Ciao Marco, come nasce la tua passione per la scrittura? Aneddoti e ricordi particolari legati ad essa?

Ciao Francesco e grazie per questo spazio!La mia passione per la scrittura nasce in modo arcano. Se ci penso, onestamente, non trovo una risposta unica, ma direi più che è germogliata per una serie di eventi che si possono concatenare. Mi sono avvicinato al mondo del Fantasy non come scrittore, e nemmeno come lettore: ma come giocatore di ruolo. Ho scoperto il mondo di Dungeons & Dragons  a tredici anni, credo nel più classico dei modi: casa di montagna, caminetto acceso in un pomeriggio nevoso. Il mio master (e unico, in realtà, perché poi dopo quell’esperienza iniziai io a tirare i fili della sorte dei pg degli amici) riuscì a trasmettermi qualcosa che mi colpì nel profondo: la sua passione per il mondo che aveva creato. Da allora mi sono appassionato al maestro Tolkien e a quelli che mi piace definire i “suoi seguaci”, tra i quali inserisco anche me. Mi sono nutrito dei mondi creati dai “Grandi” del fantastico, ho viaggiato con i loro protagonisti e, nelle loro vicissitudini, ho pianto e riso al loro fianco. Quando sono emerso da quegli universi ho capito che anche io, nel mio piccolo, avevo incominciato a costruire il mio: perciò lo buttai giù su molti fogli di carta, lo feci giocare e conoscere ai miei compagni di avventura di gdr. Nacque così Azura: e quella è un po’ la mia seconda casa, io conosco tutti in quel luogo; e lo trovo affascinante!
 Quindi, appurato che il gioco di ruolo sia stato certamente fondamentale per questa mia passione, il vero approccio alla scrittura è arrivato con l’elaborazione di un lutto. Ho scoperto che in Azura potevo dare sfogo ai miei pensieri, potevo plasmarli secondo le necessità. La scrittura mi ha teso la mano e mi ha indicato il percorso che avrei potuto seguire per lenire le ferite e crescere: perciò l’ho imboccato senza farle domande, come un fedele seguace. Ed eccomi qui, ancora oggi, che cammino sul suo sentiero e mi accoccolo ai suoi umori.
 





Di cosa parla la tua saga?

La saga del Kyls’Ahr, che significa Figlio dei Cieli nella lingua che ho studiato e definito per Azura, segue, per l’appunto, il percorso del Figlio dei Cieli. Nelle prime battute dell’opera, dopo aver trattato la cosmologia dell’universo, vengono subito presentati due dei personaggi chiave dell’intera saga: Alaran, il neonato che viene portato su Azura da una mistica creatura celeste, e Nathee, una giovane donna umana che, reduce dalla perdita del suo compagno, accoglie questo bambino come se ne fosse la madre biologica.
Un gesto d’amore, questo, che pone Azura sulla strada del tracollo. Alaran è il Figlio dei Cieli destinato a portare la luce in un mondo che sarà avvolto dalle tenebre. Nathee, prendendolo con sé, lo strappa tuttavia a quel fato luminoso mettendo in serio pericolo il continuum del mondo intero.
Tra molteplici personaggi e razze che si muovono alle sue spalle, in un mondo dalle sfumature ricche e dettagliate, Alaran dovrà prendere consapevolezza di chi egli sia in realtà, affinché Azura abbia una possibilità di salvezza. Eppure, il cammino di Alaran si presenta da subito ricco di asperità e difficoltà: e lui, nel modo più assoluto, è impreparato a fronteggiarle.
 


Cosa ti sentiresti di consigliare a chi ha la tua stessa passione?

Io sono un semplice scrittore che, a malapena, conosce la direzione che vuole imprimere alla propria opera e che si sta adoperando per farla diventare il proprio lavoro. Perciò non ho né l’esperienza per elargire consigli né, tantomeno, posseggo la chiave per far avverare il mio sogno. L’unica cosa che ho appreso, sia nella vita che in questo mio primo periodo di autore, è che alla base di tutto vi deve essere una volontà adamantina a muovere i propri passi: altrimenti non si fa altro che errare senza una precisa meta.
 

Presentazioni, eventi e progetti futuri.

Parto dal fondo, ovvero dai progetti futuri! I diritti del Kyls’Ahr, a seguito della vittoria della Quinta edizione del Premio Nazionale Letteratura Italiana Contemporanea, erano stati ceduti a una noeap che, con mia amara sorpresa, ha fatto quello che voglio definire “il minimo indispensabile” per promuoverla e distribuirla, non partecipando a fiere di settore o muovendosi sul territorio. Perciò, a pochissimi mesi dalla pubblicazione, ho voluto riprendere ogni mio diritto d’autore. Da qui, il primissimo progetto: non mi sento portato a essere autore self e, a ragion veduta, voglio puntare a una CE seria che creda nel mio progetto editoriale e che mi dia la possibilità di far davvero conoscere l’opera e ciò che ha da offrire. Il secondo progetto, al quale mi sto dedicando nel poco tempo libero a disposizione, è terminare la stesura del terzo volume (il secondo è già scritto). Poi ne ho molti altri, sempre legati al mondo editoriale, che custodisco gelosamente nel profondo.Il prossimo evento al quale parteciperò, in cui presenterò il mio romanzo d’esordio, è una meravigliosa iniziativa giunta alla sua nona edizione: Sentieri Tolkieniani, il 02 e il 03 di Giugno. Non voglio rovinare la bellezza dell’evento riducendolo a poche e forse banali parole, perciò preferisco lasciare il link dello stesso! Inoltre, sono particolarmente emozionato perché dopo aver partecipato al Comicon di Napoli, al Comics di La Spezia e a un paio di iniziative milanesi, finalmente, “gioco in casa” nella provincia di Torino.
Sentieritolkeniani

Infine spero di partecipare a moltissime altre iniziative, ma sotto il ragguardevole marchio di una nuova casa editrice 


Dove possono seguirti i lettori? Sfoga tutti i tuoi social.Ho un profilo Facebook, uno Twitter e uno di Instagram. Sto lavorando al sito che sarà online, spero, a breve!

Kyls Ahr_ La saga

Marco Volpe_Author

Volpe_Author

Data la mia volontà nel proseguire la strada di autore edito non ho un portale online dove si possa acquistare il volume. Chiunque fosse interessato ad acquistare il libro cartaceo mi può contattare in qualsiasi momento e provvederò io all’incartamento e alla spedizione: ovviamente compresa nel prezzo!
 

Ringrazio Marco per la sua disponibilità e vi rimando al prossimo articolo.


venerdì 15 giugno 2018

Intervista a Fabio Larcher




Salve a tutti, oggi vi presento l’autore Fabio Larcher. Lascio subito la parola a lui nell’intervista che segue. 


Ciao Fabio, parlaci di te e della tua passione per la scrittura? Ricordi e aneddoti legati ad essa?

C’era una volta un bambino curioso, che amava disegnare e leggere. Un giorno incappò ne «Il Signore degli Anelli» e gli venne voglia di perpetuare il senso del meraviglioso che tale lettura aveva suscitato nella sua piccola mente; perciò si trasformò in un “imitatore” di Tolkien e in un lettore vorace. Queste due attività ebbero per conseguenza che, a mano a mano, scoprì un sacco di scrittori bravissimi, ognuno con un tono e un colore particolari e, da imitatore monocorde, si trasformò in imitatore seriale. Ecco, in breve, la storia di come andai a scuola dai Grandi e imparai a scrivere (se mai ho davvero imparato). Te l’ho raccontata sinteticamente ma questa fase durò ben oltre i trent’anni. Nel frattempo ho frequentato l’università, ho aperto e chiuso una casa editrice, aperto e chiuso una libreria, mi sono sposato, ho contribuito a fare un bambino, mi è cresciuta la barba e la barba ha cominciato a sfoggiare qualche filo d’argento. Scrivere è qualcosa che sai quando cominci e non sai mai quando finisci, e soprattutto “come”.Sì, aneddoti ne avrei, alcuni pure divertenti (a posteriori e in forza d’ironia, mai completamente positivi), ma mi avvalgo della facoltà di non rispondere, perché dovrei tirare in ballo altre persone e, magari, quelle persone non sarebbero felici di ballare. Scrivendo ed editando, comunque, si fanno un sacco di conoscenze e si impara ad apprezzare sempre di più i libri e sempre di meno gli scrittori e gli editori. Io che ho fatto entrambe le cose posso ben dire, dunque, di volermi molto bene. 




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Di cosa parlano i tuoi libri?

Già. Di che cosa parlano i miei libri? Di primo acchito potrei rispondere: di tutto! Amore, sesso, commedia, uomini, donne, elfi, bambini, rock’n’roll e magia. Ma sarebbe un modo per non rispondere, giusto? E allora sappi che, pur nella diversità delle storie, delle ambientazioni e del tono, i miei libri sono tutti fiabe. Li ho costruiti (dapprima inconsciamente; poi, dopo qualche studio e qualche riflessione, con cognizione) seguendo la struttura dei miti e dei racconti folklorici. Ne consegue che i temi “veri” in essi trattati sono principalmente: i sogni e la morte.



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Suona funesto, ma non suonerebbe così se avessimo l’onestà di ammettere che anche il resto della letteratura, spogliato dai fronzoli, in fondo parla proprio di questo. Perciò aspettatevi gaie avventure dal sapore fantascientifico («Calasperio – Attraverso il Syvyys»), scanzonate indagini elfiche (Wylo Helig, «Un delitto al rosmarino» e «Il Mostro della mostra»), automi senzienti e cannibali nella Londra di fine Ottocento («Automata homenaria»), fiabe erotiche dall’onomastica bresciana («L’antimago»), rockettari ossessionati dai demoni («La donna elettrica») e tante altre (spero) piacevoli sciocchezzuole; ma io sempre dell’Al di là sto parlando, di com’è fatto, del perché è fatto com’è fatto, del come ci si comporta a tavola con i Signori delle anime nude, se non si vuole finire all’inferno. 



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Cosa ti sentiresti di consigliare a chi ha la tua stessa passione?

Niente. Ecco che cosa consiglierei. Se la vocazione è sincera, se la malattia (libido scribendi) è incurabile, ogni cosa avverrà da sé. Se la domanda sottintendeva, però, il quesito: “Come si arriva a pubblicare e a campare di scrittura?”, allora potrei risponderti: “Realisticamente, non si può”. Si può pubblicare, si può perfino attrarre la simpatia di qualche benevolo lettore che non sia nostro parente stretto, si può addirittura giungere alla vetta di una pubblicazione con Mondadori! Sì qualche volta misteriosamente succede. Ma chi scrive può fare solo questo: scrivere cose sincere, non essere servo di nessuno, sentirsi solo e sentirsi sempre sbagliato. Il resto è nelle mani di Dio. Rassegniamoci.   


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Presentazioni, eventi e progetti futuri.

Progetti tanti, eventi nessuno. Ci ho messo la faccia e il cuore per tanti anni; adesso ho appeso il pistolotto al chiodo: non ho pistolotti da fare a nessuno. Se volete leggere ciò che scrivo, ben contento; se non vi garba, ben contento lo stesso. Se vi sto simpatico per uscire a chiacchierare di donne nude, massimi sistemi e minimi storici, con birra e sigarette a portata di mano, ma non ve ne frega niente di conoscere i miei meravigliosi personaggi Giovanni Calasperio, Wylo Helig, MaiMai Nasodoro, Blass etc., meglio ancora. Sono un quarantenne appassito e ho delle priorità. Lascio gli eventi e il Mercato ai giovinotti ricchi di energia e di speranza. 



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Ho una pagina facebook, sulla quale mi diverto a postare pensieri, recensioni, filastrocche in dialetto, musiche da me composte, video maldestri da me cuciti insieme alla buona, poesie e aforismi. Cerco di non annoiare, ma non so se sia umanamente possibile non annoiare parlando, in fondo, di sé.Fabio Larcher 




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Ringrazio Fabio per averci concesso un po’ del suo tempo e vi rimando al prossimo articolo.

mercoledì 13 giugno 2018

Intervista a Pietro Picardi





Salve a tutti, oggi vi presento l’autore campano Pietro Picardi. Passo subito la parola a lui nell’intervista che segue.

Ciao Pietro, com’è nata la tua passione per la scrittura? Ricordi e aneddoti particolari legati ad essa?
La mia passione per la scrittura, non nasce grazie ai libri, ma la devo al Cinema e alle Serie TV che seguo fin da quando avevo 3 anni. L'inizio di tutto, però, risale a circa 13 anni fa, quando ho scritto la storia ed i dialoghi di un fumetto, che la mia ragazza ha poi riportato su tavole. Da allora, mi sono detto “Ma sì, tentiamo con le sceneggiature!” E così ho fatto. Ho partecipato a diversi concorsi, anche americani. La mia passione per la scrittura in generale è andata così sempre in crescendo, come l'amore per i miei personaggi e le loro storie che, non potevano essere lasciati in dei file. Ed eccomi qui, alle prese con il mio primo libro e la prima avventura in questo campo. 

Di cosa parla il tuo libro?
A Metral City, una città metropolitana famosa per l'alto tasso di criminalità, vengono introdotti, nel Dipartimento di Polizia, degli agenti androidi, creati dalla Tortese Corporation, azienda bellica con scopi loschi. Il Corpo di Polizia non prende di buon occhio tale decisione e tra scontri interni e investigazioni per nulla ordinarie, si trova a dover spalleggiare il vigilante che si aggira per le strade e che la gente ha soprannominato Shadowman. Questi, dal canto suo, cerca di fare giustizia, opponendosi a quello che dovrebbe essere il suo destino: salvare la Terra da un'imminente invasione!






Cosa ti sentiresti di consigliare a chi ha la tua stessa passione?
Questo consiglio vale non solo per chi vuole intraprendere la carriera di scrittore, ma per tutti: osate, credeteci e non mollate mai!

Presentazioni, eventi e progetti futuri.
Più che di un progetto futuro, si tratta di un sogno nel cassetto: vorrei che i miei libri venissero adocchiati da produttori televisivi e cinematografici per poter finalmente entrare in quel mondo. Ovviamente, non lascerei i romanzi, ormai fanno parte di me e non posso vivere senza scrivere, ma mi piacerebbe tantissimo diventare qualcuno in entrambi i settori, che ormai, negli ultimi anni, vanno quasi di pari passo. Diciamo che punto in alto, molto in alto!

Dove possono seguirti i lettori? Scatena tutti i tuoi social.
I lettori possono seguirmi sul mio profilo Facebook e sulla mia pagina autore (sempre su Facebook: Pietro Picardi Autore) e su Twitter (Pietro Picardi)

Ringrazio Pietro per averci concesso un po’ del suo tempo e vi rimando al prossimo articolo.


lunedì 11 giugno 2018

Intervista a Fabio Maffia





Salve a tutti, oggi vi parlo dell’autore Fabio Maffia. Passo subito la parola a lui.


Ciao Fabio, com’è nata la tua passione per la scrittura? Ricordi e aneddoti particolari legati ad essa?

Ciao, innanzitutto, grazie per avermi ospitato per quest’intervista. La mia passione è nata quando ho preso in mano il primo libro alle elementari, per cui devo ancora ringraziare la mia maestra di italiano, che terrò sempre nel cuore. Il mio libro è stato per tanto tempo nel cassetto, prima di trovare la sua strada e adesso rimane ancora tutto una scoperta. Come aneddoto posso raccontarti che davvero la mia è una passione cresciuta nel tempo, pensa che ho iniziato fin da piccolo ad intasare il computer (il primo pc di famiglia, che oggi sarebbe considerato probabilmente un reperto archeologico) di incipit di storie fantastiche, mai portate a termine ovviamente, ma curatissime nella grafica e nei font devo ammettere.
Ho sempre voluto scrivere un libro e l’occasione che ha fatto scattare davvero la scintilla è stato una vacanza – studio a Dublino durante l’estate del 2012, già qualche anno fa ormai. Mi sono innamorato delle tradizioni irlandesi e dello spirito dei suoi abitanti, tanto che tornato in Italia non ho potuto fare a meno di scrivere questa storia, che è cresciuta sempre di più negli anni.
 




Di cosa parla il tuo libro?

Allora, il protagonista della storia, Laio, è giovane, più o meno un mio coetaneo, e come me non penserebbe mai che la sua vita possa essere sconvolta da qualcosa, ma si troverà a fare i conti con un passato sconosciuto e un futuro incerto, scoprendo che forse qualcuno ha già tracciato una strada per lui. Scegliere se seguirla o meno sarà difficile, ma sarà proprio questo a portare i lettori ad affezionarsi a Laio, credo. Dopo un trasloco forzato da Londra a Dublino, Laio ha l’occasione per riscoprire le origini irlandesi della sua famiglia. Un antico tomo di leggende e la pietra viola, il cimelio di famiglia che porta al collo da quando è nato, lo condurranno inaspettatamente in una realtà sconosciuta, dove scoprirà di più su stesso e su un potere sconosciuto che vive dentro di lui. Voglio evitare troppi spoiler, per cui lascio scoprire ai lettori il resto.Essi si troveranno a seguire da vicino l’ansia, la paura e la curiosità che guiderà ogni scelta del protagonista e potranno immedesimarsi in lui perché è così che l’ho creato, come una persona qualunque, ma con qualcosa di speciale che lo renderà più forte.
Se volessi riassumere in tre parole il romanzo per spingere dei futuri lettori ad approcciarvisi, userei sicuramente queste: leggende, amicizia e scoperta. Credo che i lettori dovrebbero leggerlo se hanno voglia di viaggiare, con la mente, ma non solo. Quello che racconto in Ethèlion non è solo un viaggio fisico, ma anche di crescita, di scoperta e di emozioni. 



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Cosa ti sentiresti di consigliare a chi ha la tua stessa passione?

A quelli che condividono questa straordinaria passione, spesso vista in modo strano dalla gente, direi di credere in se stessi e non abbattersi di fronte alle difficoltà, primo fra tutti lo scoglio della pubblicazione. Là fuori è un mare pieno di squali ed è così difficile riuscire ad emergere sani e salvi. Colgo l’occasione per ringraziarti ancora per la possibilità che mi hai dato, è davvero una bella cosa potersi sostenere fra autori esordienti.

Presentazioni, eventi e progetti futuri.

Allora, Ethèlion sarà una trilogia, di cui ho da poco ultimato la stesura del secondo volume, I Giochi del Sangue. Adesso mi appresto ad iniziare la difficile fase di revisione ed editing, che spero di approfondire ancora di più questa volta per dare ai miei lettori un risultato impeccabile. La storia continuerà a muoversi fra le due realtà, ma con nuovi scenari e personaggi. Non voglio svelare troppo, ma i lettori non rimarranno delusi e avranno già molte risposte agli interrogativi del primo libro in questo secondo capitolo. Devo ammettere che scriverlo è stato ancora più divertente, perché se nel primo volume di una saga devi necessariamente presentare personaggi e luoghi, nel seguito puoi muoverti in un mondo già ben delineato e hai molte più possibilità di sviluppare gli stessi protagonisti e i loro rapporti. Per quanto riguarda il terzo libro, la trama è già definita in gran parte, ma adesso aspetterà un pochettino prima di essere scritta, ma comunque un tempo ragionevole, quello sicuramente.Al di fuori di Ethèlion, che al momento è il mio progetto principale, ho un paio di idee in testa (una anche abbozzata su carta) per due romanzi di genere distopico, che vorrei tanto scrivere, ma con la mia vita da studente di architettura è impossibile trovare il tempo per fare tutto. Quando la trilogia sarà completa sicuramente mi dedicherò a questi progetti, che credo mi daranno tante soddisfazioni. 


Dove possono seguirti i lettori? Scatena tutti i tuoi social.

Sono attivissimo (nei limiti del ragionevole ovviamente) su facebook, dove potete trovare la pagina dedicata alla trilogia di Ethèlion, ma anche su instagram. Sulla pagina Ethèlion saga potete trovare tante curiosità, retroscena, colonna sonora e soprattutto le immagini dei personaggi della saga, così come li ho immaginati.
Facebook_ Ehtelion Saga- Fabio Maffia Autore

Instagram_ fab.maf95
 

Ringrazio Fabio per averci dedicato un po’ del suo tempo e vi rimando al prossimo articolo.


venerdì 8 giugno 2018

Intervista a Silvia Bossetti





Salve a tutti, oggi vi parlo dell’autrice Silvia Bossetti. Passo subito la parola a lei.


Ciao Silvia, com’è nata la tua passione per la scrittura? Ricordi e aneddoti particolari legati ad essa?

La mia passione per la scrittura è stata preceduta da quella per la lettura. Sin da piccolissima adoravo sentire leggere storie di qualsiasi tipo, lasciavo andare la mente e viaggiavo. Quando abbiamo iniziato a scrivere i temi a scuola, ho capito subito che sarebbe diventata una mia passione. Adoravo l’ora di italiano, soprattutto quando scrivevamo. La mia passione è continuata nel corso degli anni, ma per lo più scrivevo storielle, lettere o diari. Poi la scorsa estate, un giorno mi annoiavo e così ho aperto il pc ed ho iniziato a scrivere e le parole uscivano di getto e non sono più riuscita a smettere. Così è nato Intellizione.



IBS




Di cosa parla il tuo libro?

Il mio libro è ambientato nel 2078, in un modo ipertecnologico e sviluppato scientificamente, un mondo che però non ha più tempo per le emozioni. Un futuro dove lo sviluppo tecnologico è estremizzato a scapito di quello umano. I protagonisti di questo romanzo, Sila e Jx, pensano di essere ammalati soltanto perché il lascito di qualche emozione è rimasto in loro. Un romanzo che vuole far riflettere sul valore vero delle emozioni e lasciare un interrogativo. Una vita senza emozioni vale la pena di essere vissuta?


Cosa ti sentiresti di consigliare a chi ha la tua stessa passione?Sembra banale, ma credeteci! Non smettete di scrivere se ricevete rifiuti, inizialmente scrivete per voi. Io penso alla soddisfazione di mettere il punto finale ad Intellizione! Poi sicuramente importante è essere letti anche dagli altri, ma mi raccomando non arrendetevi ai primi rifiuti!


Presentazioni, eventi e progetti futuri.

Il 29 Maggio terrò a Premolo (Bg) una serata sul tema delle emozioni, in quanto io sono psicologa. In questa serata si discuterà dell’importanza di esternare e saper controllare le emozioni e lascerò parlare anche di Intellizione.
Il 2 Giugno sarò al mio paese, Parre (Bg), per un aperitivo con autore.
Spero poi di presentare il mio libro oltre i confini di Bergamo!

 

Dove possono seguirti i lettori? Scatena tutti i tuoi social.

Mi trovate in Facebook: Silvia Bossetti o Silvia Bossetti – autrice Intellizione e in instagram come silvia.bossetti. Se qualcuno di voi lettori leggerà il mio libro e vuole inviarmi una foto, io la posterò volentieri. Sto postando le foto con il mio libro che mi arrivano da varie parti d’Italia.
 Grazie a te Francesco per l’intervista!
 

Ringraziando Silvia per averci concesso un po’ del suo tempo, vi rimando al prossimo articolo.


mercoledì 6 giugno 2018

Intervista Giuseppe Chiodi





Salve a tutti, oggi vi presento l’autore napoletano Giuseppe Chiodi e il suo “Cuore di Tufo” un romanzo che racchiude al suo interno miti e credenze della tradizione partenopea. Ma senza troppi indugi, passo subito la parola a lui.


Ciao Giuseppe, parlaci di te e della tua passione per la scrittura. Come hai iniziato? Aneddoti e ricordi particolari da raccontarci? 

Ciao Francesco. Grazie dell’ospitalità!

Credo di aver iniziato a scrivere a diciotto anni. Alcuni romanzi che avevo letto da ragazzo mi avevano davvero scosso e, col tempo, capii di voler creare anch’io qualcosa di emozionante, interessante… sconvolgente.
Ciò che mi colpì, in particolare, fu il potere che alcuni libri esercitarono sulla mia percezione della realtà. In altre parole, il modo in cui mi fecero cambiare punto di vista. Il modo in cui mi sensibilizzarono. Anch’io volevo essere capace di tanto. E lo voglio tutt’ora.Oggi non potrei vivere senza la scrittura. Sarei come un pupazzo senz’anima. Scrivere mi fa sentire orgoglioso, realizzato… reale. Non potrei mai provare tali sensazioni facendo altro. Prendo il mestiere sul serio, come ben sa chi mi conosce.
Ricordo quando completai il mio primo romanzo e gli insulti che mi beccai dall’editor a cui lo inviai: faceva davvero schifo. Ma mi fu di lezione! Iniziai a studiare, a leggere i manuali e mi iscrissi a un corso di narrativa. Da allora iniziò tutto per davvero. Ora sto scrivendo la mia quinta opera e sono migliorato tantissimo. 



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Cuore di Tufo è ambientato a Napoli. Com’è nata la tua idea e in che chiave il tuo romanzo riprende le leggende della tradizione napoletana? 

Esatto, Cuore di Tufo è ambientato sia a Napoli città che nella Napoli del sottosuolo. Si tratta di un dark/urban fantasy, cioè di un romanzo fantastico ambientato ai giorni nostri e con tinte horror. Ho voluto riprendere il folklore partenopeo e riproporlo in chiave moderna, cioè coinvolgente, avventurosa, emozionante. Si tratta di un romanzo breve ma ricco di dettagli: vi troverete gli spiriti della tradizione, come il monacello e la bella ‘mbriana; le fatture, le malie, le cape pezzentelle, gli Assistiti della cabala, i negromanti del lago d’Averno… tutto ciò che attiene all’occultismo e alla superstizione popolare napoletana.
Volevo scrivere qualcosa che valorizzasse il territorio e, allo stesso tempo, che portasse una ventata di freschezza in un genere sempre più derivativo. La nostra è una cultura millenaria da cui attingono autori di tutte le parti del mondo; perché non dovremmo essere noi a ispirarci a essa?
 

Cosa ti sentiresti di consigliare a chi ha la tua stessa passione? 

Consiglio di leggere, di fare tantissima pratica e, soprattutto, di fare le cose con criterio. Non si scrive di getto; o meglio, non senza una formazione alle spalle. Informatevi sulle tecniche narrative e di scrittura creativa, nonché sulla costruzione delle storie. Ci sono fior di esperti e di saggi sugli argomenti.
Commisi l’errore di sentirmi pronto quando scrissi il mio primo romanzo, di sentirmi “arrivato” quando lo completai. A vari anni di distanza, posso affermarlo con orgoglio: c’è un abisso tra il ragazzo che scriveva senza pensare e quello che, oggi, compone le sue storie utilizzando l’Arco di trasformazione del personaggio, il Monomito, la Premessa, lo Show don’t tell, i beat, la teoria dell’iceberg e così via.
Sono in tanti ad approcciarsi alla scrittura come se non ci fosse nulla da imparare. Siate più bravi di me: distinguetevi! 


Presentazioni, eventi e progetti futuri. 

Dopo l’estate ho intenzione di presentare il romanzo in qualche libreria della mia città e presso qualche associazione culturale. Parteciperò sicuramente a varie fiere di settore insieme alla casa editrice (Dark Zone edizioni), che ringrazio per l’opportunità. Ho già scritto un altro romanzo, che dovrebbe uscire l’anno prossimo, da quando ho completato Cuore di Tufo. E ne sto concludendo un altro ancora. Ho tanto da raccontare e non ho intenzione di mollare, perciò… seguitemi, se vi piace quello che leggete!
 

Dove possono seguirti i lettori? Scatena tutti i tuoi social e contatti utili. 

Ho un blog letterario, Immersività, in cui parlo della scrittura e della narrativa a tutto tondo. Ma anche dei miei progetti, del mio futuro, di ciò che mi piace e di ciò che non mi piace. Scrivo recensioni di libri fantasy e sci-fi in tutte le sfumature; intervisto altri autori come me; inserisco racconti e via dicendo. A tal proposito…Ho aperto da pochissimo la mia pagina facebook, Immersività. Dove posto gli articoli del mio blog, ma non solo! Parlo di fantasy, condivido spunti che trovo interessanti e posto una microstoria al giorno, tutti i giorni. Impossibile annoiarsi! 


Ringrazio Giuseppe per la sua disponibilità e vi rimando al prossimo articolo. 


Grazie a te per l’ospitalità e a chi avrà la bontà di leggermi. Non dimenticate di scrivermi per qualsiasi ragione: rispondo sempre e amo parlare con chi condivide le mie stesse passioni. Ci vediamo sul blog, o sulla pagina!


lunedì 4 giugno 2018

Intervista a Cristina Vitagliano




Salve a tutti oggi vi presento l’autrice Cristina Vitagliano; conosciamola meglio attraverso le sue parole.


Ciao Cristina parlaci della tua passione per la scrittura, come nasce? Aneddoti e ricordi particolari legati ad essa?

Ciao Francesco! Grazie, innanzitutto, per avermi dedicato questo spazio. La mia passione per la scrittura è nata durante l’infanzia. Un episodio particolarmente significativo a questo proposito è avvenuto quando facevo quarta elementare; la maestra di italiano aveva assegnato un tema di fantasia e così io iniziai a scrivere un piccolo racconto fantasy che si intitolava “L’arco magico”. Me lo ricordo ancora! La maestra rimase talmente colpita che, in gran segreto, mi iscrisse a un concorso letterario per bambini. Naturalmente il pensiero di essere una scrittrice da adulta non mi sfiorava neanche a quel tempo, ma nel corso degli anni ho sempre scritto e letto moltissimo, per poi iniziare a prendere la cosa sul serio durante gli anni dell’università.

Di cosa parla il tuo libro?

Il mio nuovo libro, “Il cuore quantistico” è un romanzo gotico. La storia si basa sulla contrapposizione, raccontata attraverso i due personaggi principali, tra cuore e cervello e quindi tutto ciò che è sentimento e poesia in opposizione a ciò che è fatto di ingranaggi e meccanica. È una storia che parla sicuramente di amore ma anche di anatomia, esperimenti, meccanica quantistica, orologi e poesia, nelle atmosfere tipiche di una fiaba nera.



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Cosa ti sentiresti di consigliare a chi ha la tua stessa passione?

Consiglierei di affidarsi sempre a persone di fiducia e non accettare mai le prime proposte che arrivano solo per fretta di veder pubblicato il proprio libro; è un errore che a me, ad esempio, è capitato di commettere. Inoltre, consiglierei di essere sempre umili e non smettere mai di mettersi in gioco in prima persona.


Presentazioni, eventi e progetti futuri.

Sto programmando una serie di presentazioni tra il Piemonte e la Lombardia. Per quanto riguarda i progetti futuri, al momento sono più concentrata sulla saggistica che sulla narrativa, in attesa che una nuova storia si faccia viva nella mia immaginazione.


Dove possono seguirti i lettori? Scatena tutti i tuoi social.

I lettori possono seguirmi sul mio profilo personale e sulla mia pagina autrice su facebook e inoltre sul mio profilo instagram!


Ringrazio Cristina per averci concesso un po’ del suo tempo e vi rimando al prossimo articolo.


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