lunedì 5 giugno 2017

Overtan Balde, Capitolo 2








La nave spaziale di Balde atterrò su un pianeta dove c’era un enorme portone giallo conosciuto come l’Ingresso di sabbia.
Gli altri alieni a bordo la fissarono contenti. «Siamo a casa finalmente, Nabiria!»
Balde sceso dalla sua nave spaziale e scortato dalla sua squadra di ricercatori si avvicinò all’Ingresso di sabbia e i battenti si spalancarono all’istante. Dopo averlo varcato l’alieno fu fermato da un robot bianco, che scansionò tutte le parti del suo corpo per identificarlo.
«Agente, Ambasciatore Overtan Balde, numero 1289 nell’Archivio Centrale di Nabiria» disse il robot con voce lenta.
«Hai dimenticato il resto e la lode!» lo canzonò Balde.
«Questi cosi devono essere aggiornati, Capo!» Uno degli alieni al suo seguito indicò il robot.
«Sokolik…accompagnatore dell’Ambasciatore Overtan Balde» esitò il robot. «Oh, dati non aggiornati da anni, uno»
Balde gli mostrò la medaglietta di Sokolik che aveva in tasca.
Il robot la prese e la scansionò.
«Leggila attentamente e trattala con lode!» gli disse Overtan, divertito.
«Sokolik, creatura niumana, assistente e agente numero 150 nella sezione animali accompagnatori e non presente nella graduatoria annuale» lo identificò il robot.
«Stiamo aspettando troppo tempo, Agente Identificatore» disse Balde indispettito.
«Sono spiacente mio Signore, è il mio primo giorno di identificazioni» si scusò il robot.
Dopo aver passato i controlli quotidiani, l’Ambasciatore entrò in una struttura di ferro molto alta con grandi vetrate, affiancata da altre simili. C’erano migliaia di alieni che andavano avanti e indietro e occupavano diversi uffici.
Nabiria, conosciuto anche come il Pianeta Neutro, era il pianeta degli accordi. Lì lavoravano migliaia di ambasciatori provenienti da ogni parte dell’universo. Il tutto era gestito da organizzazioni OAS (Organi di Accordi Spaziali) che unendosi avevano eretto un'unica grande sede sul pianeta Nabiria. Esse sin dalla loro nascita avevano redatto le Leggi Nabiriane. La sede detta anche Palazzo Neutro aveva al suo interno scuole per addestrare i futuri ambasciatori, un museo dove erano custodite le Leggi originali, un archivio dove venivano raccolti tutti gli accordi firmati nello spazio, un’accademia di combattimento per perfezionare la difesa per eventuali pericoli, gli uffici dove venivano impiegati tutti gli ambasciatori, il Tribunale Nabiriano dove veniva giudicato chi non rispettava gli accordi imposti da Nabiria, le Sale dell’Accordo dove si riunivano i capi di pianeti e ambasciatori per stipulare trattati e infine le Sale del Concordo dove viveva l’ Ambasciatore Primo, ossia il capo supremo del pianeta.
Per accedere al Palazzo Neutro, gli alieni interessati dovevano superare dei test in cui venivano selezionati per la conoscenza delle “Leggi Nabiriane Sulla Salvaguardia delle Razze aliene e dei Territori Spaziali”, racchiuse in tavole composte di un materiale fluorescente, custodite nel Museo Nabiriano.
Ogni anno venivano selezionati cento futuri ambasciatori che venivano poi addestrati nell’arte oratoria e diplomatica e perfezionavano le loro conoscenze con lo studio sull’intero universo. Inizialmente il Palazzo Neutro di Nabiria era nato come sede neutrale per incontri di capi di pianeti per firmare trattati e armistizi avvalendosi della consulenza degli ambasciatori presenti sul pianeta. Ma spesso essi stessi venivano inviati nello spazio con accordi stabiliti dagli Ambasciatori Supremi di Nabiria per fermare conflitti tra razze aliene, laddove esse violavano le Leggi Nabiriane. Ma spesso c’erano di mezzo interessi che riguardavano lo stesso Pianeta Neutro che controllava sotto la propria giurisdizione più di cento pianeti e stelle che si estendevano nella galassia in cui esso era situato “La Perla Ombrata”.
Le Leggi Nabiriane erano divise in due parti: Tutela di Nabiria e Tutela universale delle razze aliene. Esse erano alla base di tutti gli accordi che prima di essere approvati venivano consultati e riletti più volte dai legislatori Nabiriani, che ogni giorno studiavano e miglioravano le leggi secondo le nuove conoscenze acquisite nello spazio.

«L’accordo è stato concluso, mio Signore!» disse Balde.
«Ben fatto, Ambasciatore!» si complimentò con lui qualcuno.
«Mio Signore, posso chiedervi perché i pianeti nabiriani forniscono armi ad altri molto distanti da questa galassia?» chiese perplesso l’alieno.
«È sempre stato così!» si limitò a rispondere l’altro.
La sagoma si voltò verso Balde. Era un piccolo alieno grasso con la pelle grigia. Aveva una bocca larga, orecchie a punta e sulla testa aveva dei rivestimenti dorati a forma di tubicini.
Sorpreso, l’Ambasciatore notò delle fasce bianche sulla pancia dell’altro che tendeva a nasconderle con le sue grandi mani. «Mio Signore, ma com’è successo?»
«Sono inciampato nell’Archivio l’altro giorno» rispose l’altro sdrammatizzando con una risata. «Sono troppo pesante sia per le scale che per gli elevatori!»
Balde adocchiò sulla scrivania una pergamena con un sigillo nero. Esso indicava l’alta difficoltà nel consegnarla al destinatario. I colori dei sigilli indicavano la difficoltà di una missione diplomatica. Quello verde indicava una facilità estrema, il giallo una facilità media, il rosso una missione difficile e il nero una missione da archiviare per l’impossibilità di portarla a termine. Salendo di grado per gli ambasciatori aumentavano anche le difficoltà delle missioni diplomatiche.
«Ambasciatore Primo a chi è destinato questo sigillo nero?» chiese Balde incuriosito.
Quel colore era stato inusuale negli ultimi anni per gli ambasciatori. E anche lui nella sua decennale carriera non ne aveva visti così tanti. Erano rarissimi i sigilli neri.
«Qualcuno ha rischiato la vita per consegnarlo» rispose l’altro sconsolato.
«Permettetemi di portarlo a destinazione!» disse Overtan.
«Fa pure Ambasciatore, ma fai attenzione a cosa potresti incontrare!» lo avvertì il Primo.

«Siete pronto a entrare in quel luogo?» chiese qualcuno.
«Sì Padrone, ma sarà difficile non farsi notare dalla sicurezza» rispose un altro incerto.
«Trova un modo per entrare in quell’edificio e portami ciò che voglio. Legislatore non devi fallire!»
«Sarà fatto, Padrone!» si inginocchiò un piccolo essere blu spaventato e accecato da una luce gialla da cui proveniva una voce cupa.
«E dimmi di quell’Ambasciatore che tutti acclamano!»
«Balde, mio Signore, il suo nome è Overtan Balde, non è una minaccia per noi» rispose il legislatore spaventato. 



Continua

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