giovedì 28 settembre 2017

Pennellate di parole. Intervista a Fabio Lastrucci, un artista a tutto tondo.



Oggi vi voglio parlare dello scrittore e artista Fabio Lastrucci, figlio d’arte di Domenico Lastrucci. Ma non è finita qui. La storia di Fabio è inevitabilmente legata anche a quella del fratello Paolo, fotografo e scrittore di aforismi. Ma entrambi i fratelli hanno spesso collaborato insieme unendo la loro immensa vena creativa. Ma ora dopo questa breve introduzione lascio la parola a Fabio in questa intervista.

"HEY!" (2016)


Fabio, parlaci di te, della tua creatività. Quando è iniziato il tuo percorso artistico? Cos’è per te l’arte? E la scrittura? Come si coniuga ad essa?

Insieme ai miei fratelli siamo cresciuti tra i colori a olio di mio padre, apprezzato ritrattista. Inevitabile non esserne condizionati, in direzioni diverse. Abbiamo tutti e tre frequentato scuole artistiche, mantenendo un forte legame con la pratica manuale dell’arte, come mio fratello Mauro, che riversa una cura da artigiano nel suo lavoro di motion graphic designer.

"La Pulcipesca" - omaggio a Lele Luzzati (2016)


Il mio tragitto è piuttosto ramificato, passando dalla pittura al primo fumetto realizzato nel ’87 per una compagnia teatrale di Napoli, poi per molti annimi sono occupato di scultura e scenografia per la televisione e il teatro, mentre in ambito artistico è nato il lavoro di gruppo con mio fratello Paolo (
http://morbidiapprodi.wordpress.com) con una ricerca derivata dalle nostre esperienze nella scultura per lo spettacolo. In mezzo a tutto questo c’è sempre stato l’amore per la scrittura che ho cominciato a pubblicare dal 2000 in poi, a cui si sono ri-aggiunti il fumetto e l’illustrazione che sto riprendendo a praticare e a pubblicare da un anno.L’arte per me è una necessità da coltivare per crescere e scoprire nuovi territori, un modo per andare incontro al mondo offrendogli ciò che di più prezioso si è scavato dentro se stessi.

"Batman a Bisanzio" (2013) 65,5 x 45,5 cm.




Scrivere, di tutti i mezzi, è il più diretto e veloce, oltre che il più intimo. Da sfogo senza limitazioni a qualunque fantasia, permette di rileggere e dar forma a qualunque esperienza vissuta, nutrendosi del bagaglio visivo accumulato nelle varie pratiche artistiche.
 


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Di cosa parlano i tuoi libri?

Non c’è un argomento unico, ma di certo una predominanza del fantastico, anche nelle storie a carattere più realistico o sociale come “Precariopoli”, il mio primo romanzo breve, dove il protagonista precario trova lavoro vincendo un concorso per titolista di film porno. “L’estate segreta di Babe Hardy” è una dark-comedy ambientata nella Hollywood degli anni ’30 che mescola orrore e comicità, mentre “Il ritorno dell’Arcivento” è un ciclo fantasy per ragazzi, dominato da figure femminili, dove l’intelligenza e l’umanità sbaragliano qualsiasi scontro, senza armi né violenza.


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L’ultimo uscito è una raccolta di racconti editi e inediti, “Da zero a infinito”, in cui l’immaginazione viaggia libera toccando tasti emotivi molto diversi, dal dramma alla commedia, con una trasversalità che passa dalle atmosfere borghesiane del racconto che da il titolo alla raccolta, all’horror “sociale” de “Il noviziato del comando” o il grottesco puro di “Loro”, la storia di una fallimentare invasione aliena a Napoli.
 

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In generale che riscontro ha l’arte nella realtà campana?

Napoli è una città molto viva e ricca di fermenti, che trovano in parte uno sbocco negli spazi istituzionali (come il Madre, o il Pan) e presso le tante gallerie. Come sempre è difficile per le realtà emergenti avere degli spazi adeguati e trovo preziosa in questo senso l’attività di spazi alternativi al sistema, come la struttura “Sarajevo supermarket”, centro polivalente di Giovanni Franco e Sabrina Cardone Vitiello, che fa convivere il rigore delle proprie scelte con una grande apertura a ogni manifestazione culturale e artistica.
 

"Tempo inverso" (2017)



Progetti futuri? Mostre? Dove possono seguirti gli appassionati d’arte o i potenziali lettori?

Il panorama artistico è un continuo “work in progress”, passibile di mutamenti repentini e occasioni inaspettate. Al momento, il nostro duo prospetta di partecipare a una delle prossime collettive della galleria “Le 4 pareti”, di Via Fiorelli, galleria con la quale abbiamo avuto modo di esporre nel corso dell’anno, sia a Napoli che a Ischia.



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Riguardo la scrittura, è in corso di editing il saggio “Com’era weird la mia valle”, scritto con Vincenzo Barone Lumaga per la Milena edizioni di Napoli, che per entro dicembre sarà reperibile in libreria, più avanti seguirà l’uscita del fantasy “La febbre di Cariath”, sequel de “Il ritorno dell’Arcivento”, sempre con la stessa casa editrice, un romanzo young-adult di cui ho curato anche le 20 illustrazioni interne.


"Alla ricerca della felicità" (2013)



Non mancano mille altri progetti, tra racconti, fumetti e altro, ma è bello scoprire le proprie carte un poco alla volta, quindi ringrazio Francesco Ambrosio per la gentile ospitalità e saluto i lettori.

Ringraziando Fabio per la sua disponibilità vi lascio sotto dei link che rimandano alla sua attività di artista e scrittore. Alla prossima.


morbidiapprodi

Rivistamilena 

Ronin Magazine 

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