giovedì 30 novembre 2017

Intervista a Giulia Vittuozzo



Salve a tutti, oggi vi presento la giovanissima autrice Giulia Vittuozzo. Conosciamola meglio attraverso le sue parole.


Ciao Giulia, parlaci di te e della tua passione per la scrittura. Di cosa parla il tuo libro?

Sono sempre stata una persona molto timida, provavo difficoltà nel parlare dei miei sentimenti o stati d’animo con le altre persone e questo blocco interiore si riversava molto sulla mia personalità già introversa di suo e rendeva difficile riuscire a farmi conoscere dagli altri. Scrivere è stato come aprire una finestra che affaccia direttamente dentro di me e senza che neanche me ne accorgessi mi stavo esponendo in un modo in cui non avevo mai fatto. NINA parla di scelte più che altro, la nostra tremenda ed illogica tendenza di porre a noi stessi delle scelte e la paura di fare quelle sbagliate. Nina non ha mai scelto per se stessa in passato, e quando ha il potere di farlo prende l’unica decisione che in quel momento le sembra più fattibile, e cioè scappare. Ma scappare porta sempre a tornare prima o poi e Nina dovrà accettare questa volta di non poter scegliere di innamorasi di Nate, lo ha fatto già ma può scegliere di restare per lui ma soprattutto per se stessa.


Cosa ti sentiresti di consigliare a chi ha la tua stessa passione?

L’unica cosa che veramente posso dire è di non nascondersi mai dietro le parole che scriviamo. Noi siamo quelle parole, siamo l’importanza che gli diamo e siamo la libertà che mostrano sulla carta. Noi siamo liberi di essere ciò che vogliamo attraverso le parole. E come ogni arte, hanno il potere di far provare alle persone qualcosa. E si vive per quel qualcosa. Bisogna continuare a credere in questo.


IBS




Progetti futuri, presentazioni ed eventi.

In cantiere ovviamente ho tante storie scritte a metà e che vorrebbero una fine. Non voglio fermarmi adesso, sento di aver appena incominciato. È come se avessi, finalmente, trovato il modo di parlare e non voglio smettere di farlo. Per adesso, di fatto ancora nessun evento ma ciò che non è tangibile oggi non significa che non lo sia domani.
 

Dove possono seguirti i lettori?

I lettori possono seguirmi sui vari social

Facebook: Giulia Vittuozzo

Instagram: ehgiulia

Twitter: ehgiulia


Ringrazio Giulia per la sua disponibilità e vi rimando al prossimo articolo.

mercoledì 29 novembre 2017

Storia di Aidoborn: Capitolo 1/ Prima Parte







Tre mesi dopo…

La città era formata da un addensamento di basse abitazioni dalla forma cilindrica, con muri bianchi e comignoli malandati; le vie erano strettissime e si intrecciavano tra loro in un vero e proprio labirinto. Per orientarsi bene bisognava essere cresciuti lì, tra quei quartieri, solo apparentemente poveri, poiché su Uskàn regnava un élite di ricchi commercianti. Infatti, su una collinetta in fondo, erano situate le ville delle più ricche famiglie del pianeta, che si facevano tra loro una tacita guerra negli affari più importanti. Uskàn era un importante polo commerciale, da cui si esportavano merci e che importava a sua volta; per questo la città stessa brulicava di diverse razze aliene e la maggior parte degli abitanti non erano originari di quel pianeta; quelli con la pelle rossa e la coda erano rimasti in pochi e vivevano ormai da emarginati.


Alla luce azzurrina del giorno, le vie della città erano affollate per il mercato. Aidoborn, pensieroso, con la paura che qualcosa potesse andare storto, fece un salto fuori dalla botola in cui si era nascosto. La luce della luna del giorno irradiò sul suo corpo, i piedi scalzi furono ricoperti dalla sabbia calda, ma lui non provava alcun dolore, ci aveva fatto l’abitudine negli anni. Camminò con fare guardingo in mezzo ai passanti, lanciando rapide occhiate a destra e sinistra. Doveva prendere tempo, per aspettare i suoi amici di ritorno dalla missione. Li aveva addestrati personalmente ad essere furtivi per procurarsi il cibo da soli, senza essere scoperti dalle guardie che, di tanto in tanto, passeggiavano nel bel mezzo della folla, spezzando il ritmo dell’incessante fiumana di persone.Si sforzava di sorridere, di essere gentile con i passanti, ma la sua espressione tradiva la tensione per quel ritardo, che lui non riusciva a spiegarsi. Aveva appena superato un gruppo di tre guardie, quando, stupito, scorse da lontano tre sagome conosciute e subito andò loro incontro.Con la coda dell’occhio lo vide avanzare in direzione dei suoi amici. Tuta mimetica grigia con puntini rossi luccicanti e casco con visiera sollevata. Una guardia. Aumentò il passo, prima che l’altro potesse incrociarli sul suo cammino. Percorse una stradina parallela a quella principale. Con la schiena schiacciata contro la parete, si sporse ed individuò uno spiraglio, tra i mantelli esposti dalla bancarella antistante, da cui poter avere una visuale migliore. Aspettò che l’altro passasse lì davanti e, senza alcuna esitazione, con precisione disarmante, fu lesto a scagliare il dardo. La punta si conficcò nella pelle, alla base del collo. La guardia, senza emettere nemmeno un gemito di dolore, si accasciò tra la folla. Il tonfo pesante allarmò tutti i passanti e le altre guardie, che subito accorsero in direzione del corpo che giaceva a terra. Ma non era morto ed Aidoborn lo sapeva; non aveva bisogno di ucciderlo; doveva solo creare un diversivo per poter permettere ai suoi amici di andarsene indisturbati. Appena lo videro ebbero un sussulto.
Il suo volto si fece ancora più rosso per la rabbia e la coda rigida sferzava come una frusta impazzita, pronta a colpire.

«Ci avete messo troppo!»

«Ci sono guardie dappertutto, non è stato molto semplice sgraffignare qualcosa» rispose uno di loro, aprendo il mantello e mostrando dei tubetti di pane rosso speziato.

«Ce lo faremo bastare per un po’ di giorni. Non mi piace l’aria che tira in questa città. Ritornate al rifugio, ho una cosa da sbrigare» disse Aidoborn.

I tre annuirono e lesti si sparpagliarono in tre diverse stradine ai lati.


martedì 28 novembre 2017

Libri e Svago. La mia bellissima esperienza a Radio Svago Web





Un'ora bella, intensa e divertente quella che ho trascorso in diretta facebook a Radio Svago Web, radio di Giugliano, alla trasmissione "Pensieri e Parole" condotta dalle bravissime Pina e Sandra.
Sotto il link del video. Buona visione.



Diretta a Radio Svago Web

lunedì 27 novembre 2017

Intervista a Giuseppe Senese


Salve a tutti oggi vi presento l'autore napoletano Giuseppe Senese. Passiamo subito la parola a lui.



Ciao Giuseppe, parlaci di te e della tua passione per la scrittura. Di cosa parla il tuo libro?

Allora, innanzitutto sono un “quasi” laureato in Informatica (manca davvero poco), e tra le mie passioni c’è quella del “creare”. Sin da piccolo ho sempre avuto l’impulso nel creare qualcosa, ma solo negli ultimi anni sono riuscito a plasmare qualcosa di “grosso” e concreto. La scrittura è sempre stata nelle mie corde: già alle scuole medie e superiori mi divertivo molto nello scrivere temi, e nel corso del tempo ho iniziato a comporre anche poesie, raccontini e, infine, un libro. E qui, arriviamo a L’uomo che scriveva “al lupo”. Si tratta di un’opera che ha sicuramente qualche riscontro autobiografico: io stesso ho vissuto in piccola parte la situazione in cui il protagonista principale è coinvolto inizialmente. Quello di infatuarsi di una persona e non riuscire a rendere concreta una sua conoscenza, ma rifugiarsi in uno “scompartimento stagno” tra le proprie fantasie. Perché nella realtà subentra la paura nell’avvicinarsi, nel fare quel che per lui era un salto nel buio. La paura di vivere una nuova ed imbarazzante situazione. E una volta subita la scottatura del rimpianto, rimboccarsi le maniche, armarsi di coraggio e cercare. Il romanzo è non solo una storia fatta di avvenimenti nudi e crudi, ma comprende anche la narrazione di un viaggio rappresentato dalla maturazione personale del protagonista, il quale scoprirà lati a lui oscuri che, piacevolmente o meno, verranno a galla.



IBS




Cosa ti sentiresti di consigliare a chi ha la tua stessa passione?

Di caratterizzarsi nel modo di scrivere in maniera tale da essere unici nel proprio genere. Di non scrivere per il successo o per la gloria, ma per se stessi. Per il piacere di farlo e per assecondare quella che diventa a conti fatti una vera e propria esigenza. E soprattutto, di accettare le critiche costruttive, a meno che non si limitino a degli insulti o a delle constatazioni obiettivamente insensate.


Progetti futuri, presentazioni ed eventi.

Sono al lavoro su un nuovo romanzo abbastanza differente come genere da quello pubblicato: una sorta di thriller/giallo ambientato in un immaginario contesto calcistico. Vi avverto, sarà un romanzo piuttosto controverso. Per quanto concerne le presentazioni, sarò presente al Teatro Troisi ad Afragola il 23 settembre nell’ambito della presentazione multipla degli autori della LFA Publisher, la casa editrice che ha pubblicato L’uomo che scriveva “al lupo”.


Dove possono seguirti i lettori?

Per adesso potrete seguirmi sulla pagina Facebook del romanzo al seguente link, dove potete anche acquistare una copia del romanzo:L'uomo che scriveva al lupo

In futuro, se e quando pubblicherò il secondo manoscritto, è probabile che creerò anche una pagina fan personale su cui seguirmi, ma per adesso basta questa.

Ringrazio Giuseppe per la sua disponibilità e vi rimando al prossimo articolo.

domenica 26 novembre 2017

Nuova domenica, con nuova recensione di Malkha sulla testata giornalistica il XXI Secolo

Buongiorno e buona domenica a tutti con una nuovissima recensione del mio nuovo libro fantasy sul giornale il XXI secolo, curata dalla giornalista Angela Ceraso. Sotto screen con link, leggete l'articolo per farvi un'idea di cosa parla il mio romanzo. Buona lettura.


link




venerdì 24 novembre 2017

Terza presentazione multipla targata LFA Publisher







Giovedì 23 novembre, al Teatro Troisi di Afragola, si è svolta la terza presentazione multipla organizzata dalla LFA Publisher. L’evento si è aperto con lo spettacolo teatrale tratto dal libro “Chi ha ucciso Euridice” di Vincenzo Tagliaferri. È stata una mezz’ora intensa, ricca di emozioni, grazie soprattutto alla splendida voce di Armida De Rosa, che ne ha recitato i passi e la voce di Chiara Addati, con accompagnamento musicale dello stesso Vincenzo Tagliaferri e Perry Pietro Olivero.







Dopo questo momento toccante si è passati al “talk-show” che ha visto esibirsi sul palco i quattro autori protagonisti della serata, condotti da Enza Angela Massaro, al suo debutto come presentatrice.







Gli autori scelti per l’evento sono: Gennaro Maria Guaccio, Giuseppe Senese, Danjel Maraniello e Francesco Ambrosio.






Il tutto si è svolto in maniera molto divertente con il microfono che passava da un autore all’altro, in una diversità di generi, espressioni ed opinioni sulla scrittura e sui propri libri.





Danjel Maraniello ha spiegato ai presenti di cosa parla il suo libro “3:33”, parlando dell’horror come un genere di nicchia, che ha lo scopo formativo di far superare le proprie paure adolescenziali.





Giuseppe Senese ha parlato invece del suo libro, con attenzione particolare soprattutto ai protagonisti, che lui ha caratterizzato donando a loro alcuni aspetti della sua persona.






Il professor Gennaro Maria Guaccio, si è soffermato sulla figura di Daniela, personaggio principale del suo libro “Ritratto di Daniela”, evidenziando come in esso l’amore non sia l’unico tema e come il romanzo analizzi a 360 gradi la vita della protagonista.






Francesco Ambrosio, invece si è soffermato a parlare del suo fantasy “Malkha, le avventure del giovane Nedo”, facendo notare ai presenti come esso sia una trasposizione in chiave fantastica di valori che oggi forse la società sta un po’ abbandonando, come in particolare l’amicizia.







Domande alternate, con molte battute, hanno fatto sì che l’evento scorresse fluido, senza annoiare gli spettatori presenti in sala.




Sotto il video della presentazione


giovedì 23 novembre 2017

Intervista all'autore Vincenzo Di Giorgio



Salve a tutti, oggi in questa breve intervista vi presento l'autore Vincenzo di Giorgio.


Ciao Vincenzo, parlaci di te e della tua passione per la scrittura? Cosa hai scritto?

Ciao!
Sono Vincenzo, ho 25 anni e vivo in provincia di Napoli. Nella vita studio, e sto per conseguire la laurea magistrale in Ingegneria Elettronica.
Ho cominciato ad appassionarmi prima alla lettura, subito dopo la fine del liceo, anche e soprattutto per non ritrovarmi completamente circondato da numeri ed equazioni; ho poi cominciato a scrivere per diletto in una pagina su facebook nel 2012, dal nome “Istantanea Follia di un viaggiatore”, con la quale ho avuto l’occasione di conoscere tante altre persone con la mia stessa passione che abitavano in tutta Italia.
Poi, all’inizio di quest’anno, Rossana Caterina, admin della pagina “ScritturaSpontanea” su fb, mi dice che ha aperto una nuova casa editrice, la “Chance Edizioni”, e una rivista multimediale “22 Pensieri”, con lo scopo di dare spazio a chi ha una passione per lo scrivere e non ha ancora avuto modo di esprimersi.
Mi dice che hanno intenzione di pubblicare un’antologia di racconti, “Caleidostorie”, entro l’Estate, ed il caso ha voluto che io avessi un racconto stipato nel cassetto, “Dem’yan e Gavril”, da poter proporre.
La cosa per fortuna è poi andata in porto.



IBS




Cosa ti sentiresti di consigliare a chi ha la tua stessa passione?

Di persistere, di scrivere ogni giorno e di non aver paura del foglio bianco. Spegnete il pensiero e scrivete.
Qualsiasi cosa, ma scrivete.
Credo che scrivere serva soprattutto a buttare su carta tutto ciò che ci portiamo dentro, cosa di cui, al giorno d’oggi, tutti noi abbiamo bisogno.
Progetti futuri, presentazioni ed eventi.
Vorrei scrivere una raccolta di racconti tutta mia. Piano piano ce la farò.


Dove possono seguirti i lettori?

Non ho un blog, e purtroppo non curo più la pagina a causa della ridotta visibilità che queste hanno subito qualche anno fa, a meno che non si paghi per la pubblicità… cerco di scrivere per 22 Pensieri, rivista gratuitamente scaricabile dal sito della chance Edizioni, e sul mio profilo Facebook personale.


Ringrazio Vincenzo per la sua disponibilità e vi rimando al prossimo articolo.


mercoledì 22 novembre 2017

Storia di Aidoborn: Prologo



La luna del mattino illuminava il suolo di un azzurro vivace. La giornata era torrida e la sabbia si sollevò impetuosa, preannunciando una tempesta. Nessun suono o rumore, nemmeno impercettibile, si udiva in quella zona del pianeta Uskàn, fino a quando un urlo non sconvolse quiete di quel momento.In un recinto di rocce si estendeva una macchia rossa, che entrava in contrasto con la proiezione azzurra della luna. In un lago di sangue giacevano occhi spalancati di orrore, rapiti dalla morte; aveva un taglio visibile alla gola e la testa ovale, che, con un’espressione surreale, aveva invano cercato un tacito aiuto. La pelle, avvolta da una veste logora macchiata di sangue, era quasi consumata.Una mano rossa accarezzava il cadavere, con le lacrime che bagnavano le ferite, mentre l’altra mano si posò su una piccola coda tagliata, che il sangue trasportava con sé, come il corso di un fiume. Emise un altro urlo, con le mani rosse strette a pugno e le unghie che scavavano nella sabbia ora scarlatta. L’universo intero, forse, non sarebbe stato capace di contenere tutta la rabbia per la perdita di suo fratello, l’unico che aveva avuto e amato. 


Aidoborn, la cui somiglianza con quel cadavere era inconfondibile, baciò la fronte di Zeleny, un’ultima volta, con il dolore che straripava in tutta la sua essenza, inabissandosi in una rabbia quasi innata, fino ad allora sopita. Non riusciva a staccare lo sguardo da quel lago di sangue e in esso vide il riflesso di se stesso. Infine sollevò la testa per osservare il cerchio della luna azzurra, che gli sembrava tanto vicina da condividere il suo stesso dolore.Aidoborn avvertì qualcosa; stese le mani e piccole gocce iniziarono a bagnargli le dita.
Con sua grande sorpresa iniziò a piovere; quello per lui fu come un segno, poiché le piogge su Uskàn erano rare. In poco tempo si ritrovò solo, bagnato fradicio in mezzo al deserto. E fu forse quella la volta in cui abbandonò la sua anima in quel posto, con unico pensiero fisso: vendetta. Sarebbe stata la sua ossessione; fu quello il tacito giuramento fatto a Zeleny.
La luce del giorno sparì e la luna azzurra fece spazio nel cielo a un cerchio nero, che, come un manto di tenebre, oscurò il corpo di Aidoborn, che da quel momento da esse si sarebbe lasciato accompagnare fino alla fine dei suoi giorni.







Intervistato su Pensiero Libero Network

Buongiorno a tutti, da poco è stata pubblicata  su Pensiero Libero Network l'intervista fattami dalla giornalista e artista Stefania Guiotto, in cui parlo della mia passione per la scrittura, che tanto mi ha aiutato nella mia vita. Sotto uno screen con annesso link che rimanda all'intervista completa. Buona lettura.



PENSIERO LIBERO NETWORK



lunedì 20 novembre 2017

Alla riscoperta del genere western. Intervista all'autore afragolese Salvatore Tuccillo



Salve a tutti, oggi vi presento l'autore Salvatore Tuccillo, grande appassionato di western. Ma ora a lui la parola.


Ciao Salvatore parlaci di te e della tua passione per la scrittura. Di cosa parla il tuo libro?

Sono un ragazzo di 19 anni, attualmente abito ad Afragola, e frequento il secondo anno di Lettere Moderne all'università Federico II di Napoli.
Riguardo la mia passione per la scrittura, è nata durante il periodo della scuola media. Ho sempre inventato storie, ma ho iniziato a metterle su carta solo in quel periodo. Per me, la scrittura è un momento di sfogo, in cui riesco a cancellare tutte le ansie, tutte le preoccupazioni. Mi porta in un mondo nuovo, immaginario e al contempo reale, dove posso vivere sempre nuove emozioni.
Inerente al libro, posso dirvi che parla di John Hickok, un ragazzo come tanti, che vive la sua vita in perfetta armonia e tranquillità. Trascorre le giornate nel suo angolo di paradiso, sicuro che quell'idillio non possa mai svanire. Poi però, senza alcun preavviso, si ritrova davanti al suo incubo peggiore, ossia lo sterminio della sua famiglia, a cui assiste impotente. Qui, dunque, si scatena il mutamento dalla tranquillità al caos. In quest'ultimo, John ci viene gettato quasi con crudele indifferenza. Da qui comincia la sua guerra, sia esteriore, contro gli assassini della sua famiglia, sia interiore, contro se stesso. John, infatti, combatte in primis con se stesso, con i suoi demoni, le sue paure, i suoi peggiori incubi, per non soccombere al buio della sua stessa anima. Questo libro, primo di una saga, segue il viaggio intrapreso da John, che dovrà affrontare molte peripezie per raggiungere il suo obiettivo, quasi come un eroe epico, il tutto nella splendida cornice western.

IBS



Cosa ti sentiresti di dire a chi ha la tua stessa passione?
Di coltivarla, perché non c'è niente di più bello della scrittura. Con essa puoi creare mondi sempre nuovi, che il lettore va a scoprire. È sempre stata una delle arti più belle, poiché riesce a nobilitare l'uomo. Ovviamente non è un lavoro semplice, ci vuole passione e dedizione, occorre dedicarci molto tempo. Ma alla fine penso che chiunque ami quello che fa, non disdegna di dedicarci tempo, anzi, molte persone dedicano addirittura la vita alle loro passioni. Secondo me si dovrebbe fare questo, coltivarla ed essere pazienti, i frutti prima o poi arrivano.



Progetti futuri, presentazioni ed eventi.
Per quanto riguarda presentazioni/eventi, sono in stallo, lo ammetto, sto lavorando per organizzarne alcuni, ma per adesso non ho nulla in caldo. Per i progetti futuri, invece, ne ho tanti, a partire da un prequel della saga di John Hickok, con protagonista suo padre. Sto lavorando anche ad una saga fantasy, che sicuramente inizierò dopo aver portato a termine quella di John. Poi ho molteplici altre idee, tra cui altri romanzi western, storici/drammatici, horror/thriller, d'avventura, e addirittura una (probabile) trilogia di romanzi storici ambientati in un arco di tempo che dagli inizi del Novecento, abbracciando la Prima e la Seconda Guerra Mondiale, giungerà fino agli anni 80. I progetti sono tanti, spero solo di riuscire a portarli tutti a termine.
Dove possono seguirti i lettori?
Per chi fosse interessato ad acquistare il libro, lo può trovare su ibs, e presto sarà disponibile anche alla Feltrinelli Express alla stazione di Napoli. Per chi volesse seguirmi sui social, invece, può seguire sia il mio profilo Facebook, sia la pagina del libro, ossia "John Hickok" (nome della pagina), dove pubblico citazioni tratte dal libro, dove condivido materiale a tema western, e dove ogni tanto consiglio qualche romanzo del genere.

Ringrazio Salvatore per la sua disponibilità e vi rimando al prossimo articolo.



John Hickok

domenica 19 novembre 2017

Doppia recensione domenicale, anche "I guardiani dell'Efterion" recensiti sul blog "La doppia vita dei libri"

Dopo la prima recensione di stamattina di "Malkha, le avventure del giovane Nedo", fresca d'uscita da qualche ora anche quella de "I guardiani dell'Efterion" sul blog "La doppia vita dei libri", con alcuni estratti del romanzo che vi permettono di immergerevi direttamente nell'universo da me creato. Sotto lo screen con il link per leggere la versione integrale sul blog. Buona lettura.


LA DOPPIA VITA DEI LIBRI




Buon risveglio per il mio "Malkha, le avventure del giovane Nedo" con una nuovissima recensione

Buon risveglio per il mio libro "Malkha, le avventure del giovane Nedo" con la nuovissima recensione di Valentina Garzetti sul suo blog "Libriamo". Un'altra domenica da incorniciare per Nedo, che trova sempre più consensi, ma soprattutto per il mio universo sempre in continua espansione.
Segue lo screen con sotto il link di approfondimento. Grazie per queste splendide parole, auguro una buona giornata a tutti.


LIBRIAMO


venerdì 17 novembre 2017

LFA Publisher, facciamo la conoscenza con una realtà editoriale campana in forte crescita


Oggi vi parlo di realtà editoriale campana in forte crescita, ossia la LFA Publisher di Lello Lucignano che in questi ultimi anni, sempre di più, è riuscita a farsi spazio nella difficile realtà editoriale italiana, anche grazie al fatto che non è a pagamento a dispetto di altre.




La LFA nasce come agenzia di grafica ed impaginazione lavorando per importanti CE del nord fino a che il patron della stessa, Lello Lucignano, non decide, nel 2016, di formare una sua casa editrice con un incipit ben preciso: quello di pubblicare senza alcun contributo per gli autori. Lo stesso si circonda da subito di editor e grafici tutti rigorosamente under 25 e tutti dell’hinterland nord-partenopeo. Infatti la LFA ha sede a Caivano. Fin dai primi passi la LFA suscita un interesse sempre crescente e attira tantissimi Autori che non sono voluti scendere a patti con la EAP -editoria con contributo-.



Nel suo percorso di crescita la LFA punta sul supporto agli autori e individua in due grandi eventi internazionali la sua presenza; infatti già nell'ottobre del 2016 è presente alla più importante Fiera del libro europea quella di Francoforte, evento replicato anche l’anno successivo. Nell'aprile del 2017 partecipa con un proprio stand al Napoli Comicon. Il suo stand attira tantissime presenze e una su tutte quella del grandissimo Maurizio de Giovanni che è ospite dello stesso (trovare foto ndr), in quanto qualche mese prima lo stesso aveva donato una fascetta ad un Volume della LFA.




Subito la LFA, anche per il modo particolare di creare cover, suscita l'attenzione della Feltrinelli di Napoli che inizia ad esporre i Volumi della stessa. Il percorso di crescita continua finché l'Editore non viene insignito della targa come miglior CE emergente dell'anno.



La stessa, infine, ha un altro grande piacere, quello di editare un Volume della romana Chiara Ricci sull'attrice Lilla Brignone, con un intero paragrafo scritto dal Maestro Andrea Camilleri. Inoltre alla presentazione del libro di Claudio Tortora su Charlot, a Salerno, intervengono anche il figlio del grande attore Eugene Chaplin e il sindaco della città.




Altri grandissimi risultati arrivano con le presentazioni di un altro bestseller della stessa come Il Serraglio superando ogni volta le 100 presenze di persone. Come ama dire l'editore "una vita senza sogni è solo una vita vissuta a metà" per cui il sogno della LFA continua step by step...



LFA Publisher




Arte e sperimentazione. A tu per tu con l'artista milanese Giulia Lazzaron



Salve a tutti in questa intervista speciale vi presento l'artista di Milano Giulia Lazzaron, il cui modo di dipingere e l'uso dei colori mi hanno sempre affascinato. Ma non mi voglio dilungare molto, passo la parola a lei.


"Bambino a gattoni", 2015, acquarelli su carta, 10 x 7 cm



Ciao Giulia, parlaci della tua passione per la pittura. Quando è nata e cosa prediligi di più?

Da bambina uno dei miei giochi preferiti era disegnare. Ero contentissima quando, a casa di amiche, trovavo delle risme di fogli diverse da quelle che avevo a casa. Mi divertiva disegnare e provare nuovi tipi di pennarelli e matite, su fogli a righe, a quadretti, con i buchi. Il massimo era quando trovavo le risme di fogli per documenti con la parte esterna con i buchi e che si poteva strappare: era una cosa diversa per me e quando la trovavo a casa di alcune mie amiche, mi divertivo a disegnarci sopra.


"La Grande Madre", 2015, olio su tela, 60 x 60 cm

dipinto, scelto per la copertina del libro "I guardiani dell'Efterion"



L’arte l’ho sempre vissuta, fino ai 20 anni circa, come semplice mezzo di autocompiacimento. Fin dalle scuole medie ero brava a disegnare, mi riusciva senza troppi sforzi e mi divertiva l’idea di riuscire bene in qualcosa senza cimentarmici troppo. Decisi di iscrivermi al liceo artistico sotto la spinta dei professori.  Il mio massimo era vivere di rendita e delle mie doti senza grossi impegni, con la testa libera per il divertimento, per le uscite con gli amici, per tutto ciò che si può fare di divertente dai 14 ai 20 anni.
In quegli anni, la mia vera passione in realtà era studiare la storia dell’arte.

"Basilico su finestra", 2017, fotografia analogica (pellicola modificata chimicamente), incisione a punta secca, 13 x 18 cm 



Durante l’ultimo anno delle scuole superiori, ho cominciato a dipingere per me stessa. Non è stata una decisione razionale ma automatica e impulsiva. Non dipingevo per autocompiacermi e non c’era traccia di grande tecnica premeditata; La funzione che aveva l’arte per me in quel periodo era quella di esprimermi, esprimere i miei stati d’animo, esprimere me stessa nella maniera più spontanea possibile. Fin da subito mi sono automaticamente espressa attraverso il segno.  I primi soggetti erano paesaggi onirici e surreali, realizzati ad acquarello su carta cotone.


"Giocare a Barbie", 2017, fotografia analogica (pellicola modificata chimicamente), incisione a punta secca, 13 x 18 cm




Successivamente ho deciso di iscrivermi all’Accademia di Belle Arti di Brera, seguendo il corso di Pittura del docente Ignazio Gadaleta. Con lui ho continuato i paesaggi ma ho aperto gli orizzonti verso una pittura più fluida, più armonica e più funzionante. Durante gli anni all’Accademia ho studiato ardentemente pittura, grafica d’arte e fotografia, cercando di aprirmi ad una progettualità nel mio modo di lavorare, guardando le ricerche attuali dell’arte contemporanea, e attingere dai grandi maestri dell’arte moderna, con qualche influenza di arte antica e medievale.
 

 Ritorno a casa dalla serie "Light in city life", 2017, fotografia analogica, pellicola da 35 mm chimicamente modificata; dimensioni variabili.



Come ti senti quando dipingi?

Quando dipingo mi sento a casa. È una sensazione che ho sempre avuto fin da piccola. Ho sempre vissuto il disegnare / dipingere come rifugio dal mondo esterno, un luogo solo mio in cui creare ed essere ciò che volevo. Da bambina disegnavo principesse bellissime in luoghi fantastici e quello era ciò che avrei voluto essere. Ora ho maturato una concezione più aperta dell’arte. Mi piace essere eclettica e multidisciplinare partendo dal disegno, passando per la pittura ad olio, approdando al segno in grafica ma anche alla sperimentazione e all’interazione delle diverse discipline. Ultimamente sto lavorando moltissimo con la fotografia analogica, modificando chimicamente le pellicole da 35 mm creando effetti davvero particolari. Tutto questo è stato possibile anche all’approfondimento del lavoro con l’artista egiziano Basim Magdi, con il quale sono in contatto via skype.




 Ritorno a casa 2 dalla serie "Light in city life", 2017, fotografia analogica, pellicola da 35 mm chimicamente modificata; dimensioni variabili.


Oltre che a sentirmi a casa, mi sento davvero esaltata ed euforica. Esprimere me stessa e riuscire ad arrivare al pubblico è una cosa di cui spesso non sono pienamente consapevole. Ma se mi fermo a pensare, è davvero un grande e raro dono, che sono contenta di avere dentro me stessa.




 Fotografia 1 delle cesate decorate in Piazza San Babila, Milano.




Cosa ti sentiresti di consigliare a chi come te ha la passione per la pittura? 

Beh, il consiglio migliore in assoluto anche nel campo artistico è: segui te stesso. Se segui ciò che sei, le tue necessità interiori (come già teorizzava Kandinsky ne “Lo spirituale nell’arte”) non sbagli. Bisogna anche divertirsi e spesso il vero divertimento consiste nello sperimentare e nel giocare con i materiali.

Un altro consiglio è quello di studiare molta storia dell’arte e affondare il proprio lavoro nelle profondità della storia, inserirsi in un contesto di ricerca artistica professionale guardando anche alle nuove tendenze.Quello dell’artista è un vero e proprio lavoro e necessita di aggiornamenti, studi, contatti, approfondimenti, pubblicità, investimenti economici, progettualità e rigore.





 Fotografia 2 delle cesate decorate in Piazza San Babila, Milano.




Progetti futuri e mostre.

Il 6 ottobre sono state installate delle gigantografie dei miei lavori, insieme a quelle di altri cinque giovani artisti, come decorazione delle cesate di cantiere della Metropolitana M4 in Piazza San Babila. Questo progetto è stato curato dal Museo della Permanente, in collaborazione con Casa della Cultura e favorito dal Comune di Milano. Le cesate rimarranno decorate fino alla fine dei cantieri.







Fotografia 3 delle cesate decorate in Piazza San Babila, Milano.




Sabato 18 novembre 2017 ci sarà un evento allo Spazio Mantegna, una piccola galleria nel cuore di Milano, inserito nel circuito di Milano Bookcity, in cui esporrò due libri d’artista.Domenica 3 dicembre invece, inaugurerò la mia seconda mostra personale al Museorfeo Homegallery a Bologna in cui avrò l’occasione di esporre dei lavori grafici e fotografici inediti.  Il titolo della mostra è “Metamorphosis | #inside my time_”, a cura di Alisia Viola.



Dove possono seguirti gli appassionati?

Sul mio sito web  Giulia Lazzaron

Account instagram: giulia_lazzaron_official
Account ello.co: giulia_lazzaron 




Ringrazio Giulia per la sua disponibilità e vi rimando al prossimo articolo.





Locandina mostra di dicembre a Bologna


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