venerdì 17 novembre 2017

Arte e sperimentazione. A tu per tu con l'artista milanese Giulia Lazzaron



Salve a tutti in questa intervista speciale vi presento l'artista di Milano Giulia Lazzaron, il cui modo di dipingere e l'uso dei colori mi hanno sempre affascinato. Ma non mi voglio dilungare molto, passo la parola a lei.


"Bambino a gattoni", 2015, acquarelli su carta, 10 x 7 cm



Ciao Giulia, parlaci della tua passione per la pittura. Quando è nata e cosa prediligi di più?

Da bambina uno dei miei giochi preferiti era disegnare. Ero contentissima quando, a casa di amiche, trovavo delle risme di fogli diverse da quelle che avevo a casa. Mi divertiva disegnare e provare nuovi tipi di pennarelli e matite, su fogli a righe, a quadretti, con i buchi. Il massimo era quando trovavo le risme di fogli per documenti con la parte esterna con i buchi e che si poteva strappare: era una cosa diversa per me e quando la trovavo a casa di alcune mie amiche, mi divertivo a disegnarci sopra.


"La Grande Madre", 2015, olio su tela, 60 x 60 cm

dipinto, scelto per la copertina del libro "I guardiani dell'Efterion"



L’arte l’ho sempre vissuta, fino ai 20 anni circa, come semplice mezzo di autocompiacimento. Fin dalle scuole medie ero brava a disegnare, mi riusciva senza troppi sforzi e mi divertiva l’idea di riuscire bene in qualcosa senza cimentarmici troppo. Decisi di iscrivermi al liceo artistico sotto la spinta dei professori.  Il mio massimo era vivere di rendita e delle mie doti senza grossi impegni, con la testa libera per il divertimento, per le uscite con gli amici, per tutto ciò che si può fare di divertente dai 14 ai 20 anni.
In quegli anni, la mia vera passione in realtà era studiare la storia dell’arte.

"Basilico su finestra", 2017, fotografia analogica (pellicola modificata chimicamente), incisione a punta secca, 13 x 18 cm 



Durante l’ultimo anno delle scuole superiori, ho cominciato a dipingere per me stessa. Non è stata una decisione razionale ma automatica e impulsiva. Non dipingevo per autocompiacermi e non c’era traccia di grande tecnica premeditata; La funzione che aveva l’arte per me in quel periodo era quella di esprimermi, esprimere i miei stati d’animo, esprimere me stessa nella maniera più spontanea possibile. Fin da subito mi sono automaticamente espressa attraverso il segno.  I primi soggetti erano paesaggi onirici e surreali, realizzati ad acquarello su carta cotone.


"Giocare a Barbie", 2017, fotografia analogica (pellicola modificata chimicamente), incisione a punta secca, 13 x 18 cm




Successivamente ho deciso di iscrivermi all’Accademia di Belle Arti di Brera, seguendo il corso di Pittura del docente Ignazio Gadaleta. Con lui ho continuato i paesaggi ma ho aperto gli orizzonti verso una pittura più fluida, più armonica e più funzionante. Durante gli anni all’Accademia ho studiato ardentemente pittura, grafica d’arte e fotografia, cercando di aprirmi ad una progettualità nel mio modo di lavorare, guardando le ricerche attuali dell’arte contemporanea, e attingere dai grandi maestri dell’arte moderna, con qualche influenza di arte antica e medievale.
 

 Ritorno a casa dalla serie "Light in city life", 2017, fotografia analogica, pellicola da 35 mm chimicamente modificata; dimensioni variabili.



Come ti senti quando dipingi?

Quando dipingo mi sento a casa. È una sensazione che ho sempre avuto fin da piccola. Ho sempre vissuto il disegnare / dipingere come rifugio dal mondo esterno, un luogo solo mio in cui creare ed essere ciò che volevo. Da bambina disegnavo principesse bellissime in luoghi fantastici e quello era ciò che avrei voluto essere. Ora ho maturato una concezione più aperta dell’arte. Mi piace essere eclettica e multidisciplinare partendo dal disegno, passando per la pittura ad olio, approdando al segno in grafica ma anche alla sperimentazione e all’interazione delle diverse discipline. Ultimamente sto lavorando moltissimo con la fotografia analogica, modificando chimicamente le pellicole da 35 mm creando effetti davvero particolari. Tutto questo è stato possibile anche all’approfondimento del lavoro con l’artista egiziano Basim Magdi, con il quale sono in contatto via skype.




 Ritorno a casa 2 dalla serie "Light in city life", 2017, fotografia analogica, pellicola da 35 mm chimicamente modificata; dimensioni variabili.


Oltre che a sentirmi a casa, mi sento davvero esaltata ed euforica. Esprimere me stessa e riuscire ad arrivare al pubblico è una cosa di cui spesso non sono pienamente consapevole. Ma se mi fermo a pensare, è davvero un grande e raro dono, che sono contenta di avere dentro me stessa.




 Fotografia 1 delle cesate decorate in Piazza San Babila, Milano.




Cosa ti sentiresti di consigliare a chi come te ha la passione per la pittura? 

Beh, il consiglio migliore in assoluto anche nel campo artistico è: segui te stesso. Se segui ciò che sei, le tue necessità interiori (come già teorizzava Kandinsky ne “Lo spirituale nell’arte”) non sbagli. Bisogna anche divertirsi e spesso il vero divertimento consiste nello sperimentare e nel giocare con i materiali.

Un altro consiglio è quello di studiare molta storia dell’arte e affondare il proprio lavoro nelle profondità della storia, inserirsi in un contesto di ricerca artistica professionale guardando anche alle nuove tendenze.Quello dell’artista è un vero e proprio lavoro e necessita di aggiornamenti, studi, contatti, approfondimenti, pubblicità, investimenti economici, progettualità e rigore.





 Fotografia 2 delle cesate decorate in Piazza San Babila, Milano.




Progetti futuri e mostre.

Il 6 ottobre sono state installate delle gigantografie dei miei lavori, insieme a quelle di altri cinque giovani artisti, come decorazione delle cesate di cantiere della Metropolitana M4 in Piazza San Babila. Questo progetto è stato curato dal Museo della Permanente, in collaborazione con Casa della Cultura e favorito dal Comune di Milano. Le cesate rimarranno decorate fino alla fine dei cantieri.







Fotografia 3 delle cesate decorate in Piazza San Babila, Milano.




Sabato 18 novembre 2017 ci sarà un evento allo Spazio Mantegna, una piccola galleria nel cuore di Milano, inserito nel circuito di Milano Bookcity, in cui esporrò due libri d’artista.Domenica 3 dicembre invece, inaugurerò la mia seconda mostra personale al Museorfeo Homegallery a Bologna in cui avrò l’occasione di esporre dei lavori grafici e fotografici inediti.  Il titolo della mostra è “Metamorphosis | #inside my time_”, a cura di Alisia Viola.



Dove possono seguirti gli appassionati?

Sul mio sito web  Giulia Lazzaron

Account instagram: giulia_lazzaron_official
Account ello.co: giulia_lazzaron 




Ringrazio Giulia per la sua disponibilità e vi rimando al prossimo articolo.





Locandina mostra di dicembre a Bologna


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