giovedì 15 novembre 2018

Recensione della seconda stagione de "I Medici"





La seconda stagione de "I Medici" è stata incentrata su Lorenzo il Magnifico. Un personaggio storico di grande rilievo, che ha ereditato l'abilità di banchiere e politico rinascimentale soprattutto dal nonno Cosimo de Medici, da tutti conosciuto come il "Vecchio" e protagonista della prima stagione. Fin qui, ci siamo, tutte queste cose non devo raccontarvele io, è semplicemente storia.





A mio parere, questa seconda stagione è stata migliore della prima, in quanto tutti gli eventi narrati combaciavano abbastanza con la realtà dei fatti. Abbastanza, ma alcune cose sono state trascurate, dettagli che però non hanno minato troppo la già buona fedeltà alla storia.
Il protagonista Lorenzo mi è sembrato convincente: giovane dalla faccia pulita, che non si fa scrupoli quando bisogna prendere decisioni abbastanza forti, come guerre da sventare, nuove alleanze da stringere, soprattutto tramite matrimoni combinati. Ecco, questa seconda stagione veramente ci fa rivivere quei tempi in cui ognuno curava i propri interessi economici e poltici, sia con il denaro che con sentimenti repressi per un bene superiore. Lorenzo è così, e probabilmente i suoi tentativi di stringere molteplici alleanze con i potenti ducati italiani tramite la sua banca, a dispetto di uno stato pontificio che voleva tutto per sé, lo potrebbero collocare tra i primi nella storia a volere un'Italia unita.






Ho apprezzato molto i personaggi de i Pazzi, ben trasposti con il loro rancore verso i Medici, nonostante fragili tentativi di riappacificazione nel corso della serie.
Il papa Sisto IV interpretato da Raoul Bova, è imponente nel suo silenzio in cui trama contro i Medici. Lo stesso vale per Galeazzo Maria Sforza, altro grande personaggio, il cui assassinio in una congiura è stato ben trasposto. 
Oltre ai vari meccanismi politici dell'epoca un'altra tematica affrontata dalla serie è la bellezza artistica, il voler immortalare le donne muse ispiratrici, come nel caso della Simonetta Vespucci ritratta da Botticelli nella sua Venere. In questi momenti, infatti, emergono l'arte e la poesia, tutto quello di cui il Magnifico era fautore ai suoi tempi.




Gli ultimi due episodi sulla famosa "congiura dei Pazzi" meritano un approfondimento a parte.
A mia parere, anche questo evento è stato ben messo in scena dai produttori della serie, abbastanza fedele, tranne per la mancanza di alcuni congiurati, tra cui un Girolamo Riario, nipote del papa, che fu il primo a tramare contro i Medici, con l'appoggio dei Pazzi. Ma nonostante questi dettagli mancanti, gli sceneggiatori non hanno voluto edulcorare la cosa, mostrando appieno il pathos del momento e la furia conseguente di Lorenzo dopo la morte del fratello Giuliano.





Per me questa serie resta un buon prodotto, a parte alcune recitazioni femminili un po' scadenti, che non ne danneggiano la qualità, in quanto sono da considerarsi solo personaggi setelliti che orbitano intorno al protagonista. Ecco, probabilmente è questo quello in cui si può e si deve migliorare: dare più risalto a personaggi minori, sviluppare meglio le loro storyline, per renderli ancora più integrati nella trama.
Questa stagione è terminata e io aspetto con ansia una terza, in cui mostreranno non solo l'evoluzione di Lorenzo, ma anche degli altri personaggi. Il Magnifico è una figura storica di spessore e gli autori della serie hanno davvero tanto materiale da cui possono attingere.

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