venerdì 2 giugno 2017

Overtan Balde, Capitolo 1



«Balde! Balde!» La folla inneggiava a quel nome.
«È arrivato l’Ambasciatore!» urlavano altri avvicinandosi a una nave spaziale nera con fori bianchi ai lati.
Da essa scesero dieci alieni che ne scortavano uno che camminava a passo lento, come ultimo della fila. Aveva il viso bianco e tutto il suo corpo era ricoperto da un’armatura con placche azzurre.
Gli abitanti di quel pianeta al suo passaggio lo imploravano in ginocchio.
«Aiutateci, Ambasciatore!»
«Guardate i nostri figli e questo posto com’è stato ridotto!» Altri indicavano le loro case ridotte in macerie.
«Portatemi dal vostro generale!» disse l’alieno a cui si avvicinavano tutti.
Sulle sue spalle spuntò una creaturina volante che cambiava colore mimetizzandosi con l’armatura azzurra. Aveva sulla testa un piccolo corno, due braccia che terminavano in lame taglienti e una coda rivestita da un ciuffo bianco.

Un alieno verde, molto alto e calvo. Aveva una coda che terminava con una protuberanza simile a un fiore. Indossava una corazza nera e un mantello rosso. Inoltre, impugnava una spada dorata con una striscia di sangue al centro. Si inginocchiò e con la sua lingua leccò la lama per ripulirla.
Un soldato entrò nella tenda e si ritrovò ad assistere a quella scena. «Generale»
«Ho detto che non dovete disturbarmi per nessun motivo!» si arrabbiò l’altro sollevandosi da terra.
«È arrivato l’ Ambasciatore, mio Signore!»
L’altro lo fissò in cagnesco. «Fallo entrare e sparisci!»
«Come desiderate, mio Signore!»
«Entrate, Ambasciatore!» disse il generale con disprezzo.
L’alieno con l’armatura azzurra entrò stringendo tra le mani una pergamena.
«Accomodatevi!» Il generale lo invitò a sedersi di fronte a lui.
Il nuovo arrivato consegnò la pergamena al generale. Quest’ultimo la lesse.
Dopo, infastidito, si rivolse all’ospite. «Le condizioni sono inaccettabili!»
«Mettete fine a questa guerra, rispettate questo accordo che io vi porto da Nabiria!» disse Balde.
«Questo accordo? E quali sarebbero gli interessi della “Città dei contratti spaziali” riguardo questa guerra?» chiese l’altro con rabbia.
«Generale Kingvost, sapete benissimo che i pianeti satelliti di Nabiria vi forniscono armi nella guerra tra il vostro popolo i Soditi e gli Alligatori del pianeta Asftan» puntualizzò l’Ambasciatore.
«Siete molto arguto, Balde, la vostra fama vi precede ma dovrete convincermi meglio se volete che io rispetti questo armistizio!» disse il generale.
«Devo rammentarvi che quando Nabiria e i pianeti satelliti sono implicati in uno scontro tra due popoli, gli Ambasciatori Supremi di quel pianeta possono ritirare i prestiti in denaro o armi e porre fine alle ostilità secondo le prime leggi che riguardano la “Tutela di Nabiria”, correlate inevitabilmente alla “Tutela universale delle razze aliene”. Inevitabilmente esse sono da rispettare se interviene direttamente o tramite emissari secondari, con allegata certifica, come il sottoscritto, il “Palazzo Neutro” di Nabiria» spiegò Balde mostrando una medaglia con al centro una N, circondata da tanti cerchietti gialli.
Si illuminava e mostrava in verticale il nome dell’Ambasciatore che era registrato al suo interno con tutti i relativi dati che però non erano mostrati perché inseriti in una memoria riservata a cui potevano accedere solo il proprietario e la stazione centrale di Nabiria.
In quel caso essa mostrava il nome dell’Ambasciatore “Overtan Balde”, registrato come numero 1289 nell’Archivio Centrale di Nabiria e numero 1 con lode, stabilmente da dieci anni, per l’impegno nella graduatoria annuale in cui venivano elencati in ordine di maggior punteggio tutti gli ambasciatori registrati sul pianeta Nabiria.
«Dunque, dite che dovrei abbandonare questa guerra…» disse esitante il generale.
«Se non rispetterete questo accordo sarete giudicato prima dal Tribunale Spaziale di Nabiria strettamente connesso agli OAS(Organi di Accordi Spaziali), che regolano il lavoro degli ambasciatori di Nabiria di cui hanno redatto le regole sin dal principio dell’esistenza della suddetta organizzazione e infine per la condanna finale i vostri crimini saranno giudicati dal Tribunale Spaziale di Isplian. A voi la scelta di firmare questo accordo rispettando ogni minimo punto destinando i fondi che siete in procinto di investire per questa guerra alla ricostruzione del vostro pianeta»
«Molto illuminante, Ambasciatore e ditemi a cosa vi serve quell’animaletto che portate con voi?» Il generale indicò la creatura sulle spalle di Balde.
«Lui è il mio assistente Sokolik, è di una razza poco conosciuta, un niumano» rispose l’Ambasciatore, quasi imbarazzato ma poi riprese il suo tono deciso. «Anche lui è registrato da poco a Nabiria come assistente personale del Primo Ambasciatore, cioè il sottoscritto»
«È un animaletto molto interessante!» Kingvost si avvicinò alla creatura. «Su da bravo, piccolino!»
Il generale tentò di afferrarlo con forza ma Sokolik con le sue braccia taglienti lo graffiò al volto.
«Maledetto, che tu sia maledetto! Che voi siate maledetto Balde!» Kingvost urlava dal dolore. «Firmerò quest’accordo Ambasciatore ma godetevi la vittoria “Braccia monche” perché voi non sapete da che razza di posto venite!»
«Voi, come sapete?» chiese Balde con occhi spiritati di rabbia ma si trattenne nel rispetto dell’altro e per non perdere la sua apprezzata professionalità nel suo lavoro.
«Oh andiamo, tutti conoscono il vostro soprannome perché siete un ambasciatore di pace» gli ricordò Kingvost.
Il generale stava firmando l’accordo e con decisione l’Ambasciatore impresse il sigillo sulla pergamena con la sua medaglietta.
L’altro nell’osservare l’espressione minacciosa sul volto di Sokolik ebbe paura di aggiungere altro. Balde stava per uscire dalla tenda di Kingvost.
«Allora, come vanno le cose a Nabiria? Ho saputo che ci sono dei problemi sul vostro amato pianeta!» lo interruppe il generale.
L’Ambasciatore si voltò. «Quello che succede a Nabiria non è affar vostro e neanche mio, io mi limito a fare il mio dovere!»
«Attento Ambasciatore, che oggi avete fermato una guerra ma potreste non fermare una crisi di gran lunga maggiore!» lo avvertì il generale.
«E voi signore della guerra, cosa ne sapete di crisi se a malapena riuscite a sfamare il vostro popolo? Ripeto che non è affar vostro quello che succede entro i confini di Nabiria e ora con il vostro permesso ho altri affari urgenti di cui occuparmi» rispose Balde uscendo dalla tenda.
Ad aspettarlo fuori c’erano gli alieni della sua squadra di ricerche e una gran folla che si era radunata nei pressi della tenda. Balde sollevò le braccia e mostrò a tutti l’accordo firmato dal loro generale. Tutti i presenti gridarono di gioia e si inginocchiarono al suo cospetto. Dopo per le vie della città iniziarono i festeggiamenti in onore dell’Ambasciatore.

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